Barolo

DOCG Bricco San Biagio

Tradizione, intensità ed eleganza

Stupisce per la raffinatezza dei toni dolci, morbidi e ben definiti che lo caratterizzano.

Ottenuto dal magnifico vigneto di sei ettari a corpo unico riconoscibile da lontano per la grande quercia che si innalza al centro, è caratterizzato dall’ottima esposizione e dalla particolare conformazione a conca che consente di catturare il calore trattenendolo durante la notte.

  • Vitigno

    Nebbiolo

  • Vendemmia

    Preceduta da diradamenti estivi, è effettuata con cernita manuale verso l’inizio di ottobre; viene solitamente anticipata in virtù dell’età avanzata dei ceppi dall’ottima giacitura e dal buon equilibrio vegetativo garantito dal suolo che ne assicura la completa maturazione del frutto con un incremento generale della qualità indispensabile alla produzione di un eccellente vino.

  • Vinificazione

    L’uva viene diraspata delicatamente con lieve pigiatura e successiva macerazione statica a freddo sulle bucce per favorire i naturali processi enzimatici di 36 ore. Seguno frequenti follature condotte con estrema cura ad una temperatura di 26° per favorire la produzione del ricco corredo aromatico e l’estrazione dei polifenoli più nobili stimolando i processi fermentativi, capaci di trasferire dall’uva al vino il “terroir” - unico - che questa sottozona sa esprimere. Dopo circa 20 giorni di fermentazione si procede alla steccatura del cappello per un’ulteriore  macerazione di oltre un mese durante il quale si completa la fermentazione malolattica.

    Dopo la svinatura e preliminare travaso per eliminare le fecce grossolane, il Barolo Bricco San Biagio   matura in grandi Tini di rovere di Slavonia per 30 mesi di cui circa un paio ancora sui lieviti, periodo durante il quale acquisisce struttura e volume, crescono ampliandosi le sensazioni floreali, fruttate e di spezie. Segue un affinamento in bottiglia di 12 mesi nel corso del quale i tannini si ammorbidiscono, compaiono le sensazioni più dolci che lo caratterizzano. Le note balsamiche di eucalipto, erbe officinali si fondono a quelle eteree più complesse di lacca e resina.

  • Consiglio per il servizio

    Temperatura: 16-18°C. Stupisce per il susseguirsi degli intensi sentori dolci di cipria e osso del pesco contrapposte a quelle amare di cedro e alle intense note speziate.

    I lunghi tannini setosi c si evolvono piacevolmente in sensazioni calde ed eleganti di liquirizia e cioccolato amaro.

    Piacevole nell’immediato ma sicuramente capace di regalare emozioni rare dopo lunghi affinamenti anche di 30-40 anni 

    Bicchiere: Calice balloon

  • Abbinamenti

    Vino che colpisce per eleganza, raffinatezza e tenuta al palato. Adatto ad accompagnare primi piatti strutturati e preparazioni con cioccolato amaro. Trova il miglior connubio con secondi di carni rosse e selvaggina, formaggi di media e lunga stagionatura. Ottimo anche a fine pasto.

  • Note di degustazione

    Colore: rosso rubino intenso e brillante con sfumature più mature granata con il progredire dell’età

    Profumo: intenso e ben definito. Spiccano in modo evidente le note di ciliegia sotto spirito e di rosa canina, di confettura di prugna e di piccoli frutti a cui seguono i suadenti i sentori di cipria e osso del pesco bilanciati da quelli di cedro, liquirizia e cioccolato amaro. Sono suggestivi i timbri balsamici che ricordano l’eucalipto e la resina, le sensazioni di erbe officinali e di mentolo; nei vini più affinati si distinguono quelle tipiche  (caratteristiche ) di fichi e funghi secchi, con sfumature di sottobosco, tabacco e cuoio.

    Gusto: colpisce per la ricchezza gustativa e la sua armonica completezza. I suoi eleganti tannini  iniziano a diffondersi sul palato senza appesantirlo per poi trasformarsi in sensazioni morbide ed avvolgenti di ciliegia sciroppata, liquirizia e polvere di cioccolato, molto lunghe e persistenti. Piacevoli sul finale un fresco retronasale mentolato e  quelle caratteristiche di tabacco, goudron.

  • Caratteristiche vigneto

    Zona di origine: Bricco San Biagio - La Morra. Sanctus Blaxius*: storico toponimo già riportato sul catasto comunale del 1477; fino al Quattrocento vi sorgeva l’omonima chiesa e castello curtense (ecclesia et castrum Sancti Blaxii) ormai scomparsi, punto forte di Marcenasco.

    Esposizione: Est – Sud - Est

    Altitudine media: 270 m slm

    Anno di impianto: 1965

    Suolo: Arenarie di Diano d’Alba tipiche di Castiglione Falletto miste a Marne di Sant’Agata.


    *A. Gambera, B. Molino, La Morra fra Quattrocento e Cinquecento, vol. II, I toponimi, Agorà e Comune di La Morra, 2019

  • Formati disponibili


Scheda tecnica e file utili Visualizza press kit

Barolo

DOCG Bricco San Biagio

Tradizione, intensità ed eleganza

Stupisce per la raffinatezza dei toni dolci, morbidi e ben definiti che lo caratterizzano.

Ottenuto dal magnifico vigneto di sei ettari a corpo unico riconoscibile da lontano per la grande quercia che si innalza al centro, è caratterizzato dall’ottima esposizione e dalla particolare conformazione a conca che consente di catturare il calore trattenendolo durante la notte.

  • Vitigno

    Nebbiolo

  • Vendemmia

    Preceduta da diradamenti estivi, è effettuata con cernita manuale verso l’inizio di ottobre; viene solitamente anticipata in virtù dell’età avanzata dei ceppi dall’ottima giacitura e dal buon equilibrio vegetativo garantito dal suolo che ne assicura la completa maturazione del frutto con un incremento generale della qualità indispensabile alla produzione di un eccellente vino.

  • Vinificazione

    L’uva viene diraspata delicatamente con lieve pigiatura e successiva macerazione statica a freddo sulle bucce per favorire i naturali processi enzimatici di 36 ore. Seguno frequenti follature condotte con estrema cura ad una temperatura di 26° per favorire la produzione del ricco corredo aromatico e l’estrazione dei polifenoli più nobili stimolando i processi fermentativi, capaci di trasferire dall’uva al vino il “terroir” - unico - che questa sottozona sa esprimere. Dopo circa 20 giorni di fermentazione si procede alla steccatura del cappello per un’ulteriore  macerazione di oltre un mese durante il quale si completa la fermentazione malolattica.

    Dopo la svinatura e preliminare travaso per eliminare le fecce grossolane, il Barolo Bricco San Biagio   matura in grandi Tini di rovere di Slavonia per 30 mesi di cui circa un paio ancora sui lieviti, periodo durante il quale acquisisce struttura e volume, crescono ampliandosi le sensazioni floreali, fruttate e di spezie. Segue un affinamento in bottiglia di 12 mesi nel corso del quale i tannini si ammorbidiscono, compaiono le sensazioni più dolci che lo caratterizzano. Le note balsamiche di eucalipto, erbe officinali si fondono a quelle eteree più complesse di lacca e resina.

  • Consiglio per il servizio

    Temperatura: 16-18°C. Stupisce per il susseguirsi degli intensi sentori dolci di cipria e osso del pesco contrapposte a quelle amare di cedro e alle intense note speziate.

    I lunghi tannini setosi c si evolvono piacevolmente in sensazioni calde ed eleganti di liquirizia e cioccolato amaro.

    Piacevole nell’immediato ma sicuramente capace di regalare emozioni rare dopo lunghi affinamenti anche di 30-40 anni 

    Bicchiere: Calice balloon

  • Abbinamenti

    Vino che colpisce per eleganza, raffinatezza e tenuta al palato. Adatto ad accompagnare primi piatti strutturati e preparazioni con cioccolato amaro. Trova il miglior connubio con secondi di carni rosse e selvaggina, formaggi di media e lunga stagionatura. Ottimo anche a fine pasto.

  • Note di degustazione

    Colore: rosso rubino intenso e brillante con sfumature più mature granata con il progredire dell’età

    Profumo: intenso e ben definito. Spiccano in modo evidente le note di ciliegia sotto spirito e di rosa canina, di confettura di prugna e di piccoli frutti a cui seguono i suadenti i sentori di cipria e osso del pesco bilanciati da quelli di cedro, liquirizia e cioccolato amaro. Sono suggestivi i timbri balsamici che ricordano l’eucalipto e la resina, le sensazioni di erbe officinali e di mentolo; nei vini più affinati si distinguono quelle tipiche  (caratteristiche ) di fichi e funghi secchi, con sfumature di sottobosco, tabacco e cuoio.

    Gusto: colpisce per la ricchezza gustativa e la sua armonica completezza. I suoi eleganti tannini  iniziano a diffondersi sul palato senza appesantirlo per poi trasformarsi in sensazioni morbide ed avvolgenti di ciliegia sciroppata, liquirizia e polvere di cioccolato, molto lunghe e persistenti. Piacevoli sul finale un fresco retronasale mentolato e  quelle caratteristiche di tabacco, goudron.

  • Caratteristiche vigneto

    Zona di origine: Bricco San Biagio - La Morra. Sanctus Blaxius*: storico toponimo già riportato sul catasto comunale del 1477; fino al Quattrocento vi sorgeva l’omonima chiesa e castello curtense (ecclesia et castrum Sancti Blaxii) ormai scomparsi, punto forte di Marcenasco.

    Esposizione: Est – Sud - Est

    Altitudine media: 270 m slm

    Anno di impianto: 1965

    Suolo: Arenarie di Diano d’Alba tipiche di Castiglione Falletto miste a Marne di Sant’Agata.


    *A. Gambera, B. Molino, La Morra fra Quattrocento e Cinquecento, vol. II, I toponimi, Agorà e Comune di La Morra, 2019

  • Formati disponibili


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Bricco San Biagio

Zona di origine: Bricco San Biagio - La Morra.

Sanctus Blaxius*: storico toponimo già riportato sul catasto comunale del 1477; fino al Quattrocento vi sorgeva l’omonima chiesa e castello curtense (ecclesia et castrum Sancti Blaxii) ormai scomparsi, punto forte di Marcenasco.


Magnifico ed importante, il nostro vigneto Bricco San Biagio è caratterizzato dall’esclusiva presenza in La Morra delle Arenarie di Diano d’Alba, dall’ottima esposizione e dalla particolare conformazione a conca che consente di catturare il calore trattenendolo durante la notte. Giace sull’omonimo bricco che si erge tondeggiante a punto strategico del territorio e si può riconoscere da lontano per la grande quercia che svetta al centro e che contraddistingue la parte più anziana destinata al Barolo RISERVA.


Esposizione: Est – Sud-Est

Altitudine media: 270 m slm

Anno di impianto: 1965

Suolo: Arenarie di Diano d’Alba e marginalmente Marne di Sant’Agata Fossili e Sabbiose


*A. Gambera, B. Molino, La Morra fra Quattrocento e Cinquecento, vol. II, I toponimi, Agorà e Comune di La Morra, 2019

Prodotti ottenuti:

La storicità

Da oltre un secolo la nostra famiglia custodisce una tradizione vitivinicola che si riflette nelle nostre etichette storiche, veri simboli dell’identità della cantina. Dalle prime vinificazioni nelle vigne di La Morra fino alle produzioni più recenti, ogni etichetta racconta un passaggio della nostra evoluzione.